Elettrocardiogramma
Definizione medica del termine Elettrocardiogramma
Ultimi cercati: Astrocito - Glomo - Incesto - Colecistopatìa - Nicolas-Favre, malattìa di
Definizione di Elettrocardiogramma
Elettrocardiogramma
Indice:L’uso diagnostico(ECG), grafico che riproduce le variazioni elettriche che si verificano durante la contrazione cardiaca.
Schematicamente è costituito da tre onde positive (dirette superiormente rispetto alla linea isoelettrica di base), P, R e T, e da due onde negative Q, S (dirette inferiormente).
Il tracciato elettrocardiografico inizia con un’onda positiva P, che corrisponde all’attivazione degli atri; segue una breve linea che può inflettersi nell’onda negativa Q; a questa segue un’altra onda R, poi l’onda negativa S: l’insieme delle onde Q, R, S costituisce il complesso ventricolare, che esprime lo stato di eccitamento del miocardio ventricolare; l’onda T e il tratto S-T corrispondono alla fase di ripolarizzazione delle cellule miocardiche, dopo l’avvenuta contrazione.
Dopo l’onda T si osserva talvolta un’onda U.L’uso diagnosticoL’elettrocardiogramma costituisce l’indagine clinica di maggior importanza nella diagnostica cardiologica.
Grazie alle informazioni che fornisce è possibile identificare la presenza di disturbi del ritmo cardiaco, o della propagazione dell’impulso elettrico che provoca la depolarizzazione delle fibre muscolari (alterazioni della conduzione), e di alterazioni miocardiche conseguenti a sofferenza ischemica (coronaropatie).
Nel primo caso, invece della normale sequenza degli eventi elettrici a intervalli regolari e costanti, si possono osservare battiti prematuri, ectopici, più o meno normali sotto il profilo morfologico, oppure alterazioni più complesse del ritmo.
I disturbi a carico della conduzione dell’impulso lungo il tessuto di conduzione danno luogo a precise alterazioni elettrocardiografiche.
La particolare morfologia dell’onda elettrica consente di rilevare alterazioni della diffusione dello stimolo, localizzate in una o più delle branche nelle quali il tessuto di conduzione si dirama a livello dei ventricoli.
Infine, l’elettrocardiogramma consente di rilevare eventuali disturbi dell’irrorazione sanguigna miocardica (insufficienza coronarica), che comportano alterazioni della fase di ripolarizzazione, cioè del recupero dopo l’avvenuta depolarizzazione delle cellule.
In condizioni d’ischemia del miocardio il tratto S-T appare alterato, con sopra- o sottoslivellamento rispetto alla linea di base.
Anche nell’infarto del miocardio l’elettrocardiogramma presenta tipiche alterazioni e infatti per questa malattia rappresenta l’esame diagnostico per eccellenza.
L’elettrocardiogramma risulta alterato sia nella fase acuta della malattia infartuale, con comparsa delle caratteristiche “onde di lesione” (slivellamenti del tratto S-T), sia nella fase postacuta, quando si evidenziano le “onde di necrosi”, espressione dell’avvenuta morte di una porzione di cellule miocardiche.
Infine l’elettrocardiogramma può essere utilizzato per valutare lo stato di salute del muscolo cardiaco (per esempio, nella malattia arteriosclerotica, nell’ipertensione arteriosa) o per mettere in luce particolari disturbi metabolici (per esempio, squilibri elettrolitici, intossicazione da digitalici).
Schematicamente è costituito da tre onde positive (dirette superiormente rispetto alla linea isoelettrica di base), P, R e T, e da due onde negative Q, S (dirette inferiormente).
Il tracciato elettrocardiografico inizia con un’onda positiva P, che corrisponde all’attivazione degli atri; segue una breve linea che può inflettersi nell’onda negativa Q; a questa segue un’altra onda R, poi l’onda negativa S: l’insieme delle onde Q, R, S costituisce il complesso ventricolare, che esprime lo stato di eccitamento del miocardio ventricolare; l’onda T e il tratto S-T corrispondono alla fase di ripolarizzazione delle cellule miocardiche, dopo l’avvenuta contrazione.
Dopo l’onda T si osserva talvolta un’onda U.L’uso diagnosticoL’elettrocardiogramma costituisce l’indagine clinica di maggior importanza nella diagnostica cardiologica.
Grazie alle informazioni che fornisce è possibile identificare la presenza di disturbi del ritmo cardiaco, o della propagazione dell’impulso elettrico che provoca la depolarizzazione delle fibre muscolari (alterazioni della conduzione), e di alterazioni miocardiche conseguenti a sofferenza ischemica (coronaropatie).
Nel primo caso, invece della normale sequenza degli eventi elettrici a intervalli regolari e costanti, si possono osservare battiti prematuri, ectopici, più o meno normali sotto il profilo morfologico, oppure alterazioni più complesse del ritmo.
I disturbi a carico della conduzione dell’impulso lungo il tessuto di conduzione danno luogo a precise alterazioni elettrocardiografiche.
La particolare morfologia dell’onda elettrica consente di rilevare alterazioni della diffusione dello stimolo, localizzate in una o più delle branche nelle quali il tessuto di conduzione si dirama a livello dei ventricoli.
Infine, l’elettrocardiogramma consente di rilevare eventuali disturbi dell’irrorazione sanguigna miocardica (insufficienza coronarica), che comportano alterazioni della fase di ripolarizzazione, cioè del recupero dopo l’avvenuta depolarizzazione delle cellule.
In condizioni d’ischemia del miocardio il tratto S-T appare alterato, con sopra- o sottoslivellamento rispetto alla linea di base.
Anche nell’infarto del miocardio l’elettrocardiogramma presenta tipiche alterazioni e infatti per questa malattia rappresenta l’esame diagnostico per eccellenza.
L’elettrocardiogramma risulta alterato sia nella fase acuta della malattia infartuale, con comparsa delle caratteristiche “onde di lesione” (slivellamenti del tratto S-T), sia nella fase postacuta, quando si evidenziano le “onde di necrosi”, espressione dell’avvenuta morte di una porzione di cellule miocardiche.
Infine l’elettrocardiogramma può essere utilizzato per valutare lo stato di salute del muscolo cardiaco (per esempio, nella malattia arteriosclerotica, nell’ipertensione arteriosa) o per mettere in luce particolari disturbi metabolici (per esempio, squilibri elettrolitici, intossicazione da digitalici).
Altri termini medici
Holter, Elettrocardiogramma
(o elettrocardiogramma dinamico), tecnica di registrazione continua (in genere per 24 ore) dell’elettrocardiogramma (ECG) mediante un apparecchio portatile, comprendente un...
Definizione completa
Sinostosi
Giuntura tra due ossa che si fondono così strettamente da non consentire movimenti. Tipiche fra le ossa craniche, le sinostosi...
Definizione completa
Minzione
Atto fisiologico che determina l’espulsione all’esterno dell’urina raccolta nella vescica. Lo svuotamento della vescica è dovuto alla contrazione del muscolo...
Definizione completa
Proctologìa
Branca della gastroenterologia che studia le malattie dell’intestino retto avvalendosi di particolari tecniche d’indagine (rettoscopia, esplorazione rettale ecc.)....
Definizione completa
Erisìpela
Malattia infettiva determinata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A, che si manifesta clinicamente con una chiazza eritemato-infiltrativa a evoluzione rapidamente...
Definizione completa
Tricìpite
Ogni muscolo caratterizzato dalla presenza di tre distinti capi, o fasci, muscolari a una delle estremità. Il tricìpite brachiale è...
Definizione completa
Emisfero Cerebrale
Ciascuna delle due formazioni simmetriche di sostanza nervosa, tra loro separate dalla scissura sagittale, ma unite alla base dal corpo...
Definizione completa
Rivaccinazione
Ripetizione di una vaccinazione. Il termine è generico e può indicare il richiamo, oppure la ripetizione di un ciclo completo...
Definizione completa
Còclea
Parte dell’orecchio interno, dalla forma a chiocciola, costituita da una cavità tubolare che si avvolge a spirale su se stessa...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6583
giorni online
638551
