Nifedipina
Definizione medica del termine Nifedipina
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Definizione di Nifedipina
Nifedipina
Farmaco calcioantagonista appartenente al gruppo delle diidropiridine, con ottima azione vasodilatatrice arteriosa, in grado di determinare diminuzione delle resistenze periferiche e coronarodilatazione, con diminuzione della pressione arteriosa sistemica, del ritorno venoso e del lavoro cardiaco.
Su quest'ultimo parametro, invero, può anche influire negativamente attraverso un effetto tachicardizzante.
Per questi motivi, è particolarmente indicata nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e delle vasculopatie periferiche mentre è opportuno associarla a un betabloccante nel trattamento della cardiopatia ischemica; è invece controindicata in caso di aritmie (sia tachiaritmie, che blocchi atrioventricolari di II o III grado) o di insufficienza cardiaca.
Per i suoi effetti, può essere utilizzata anche nella terapia del fenomeno di Raynaud, dei disturbi motori dell'esofago e dell'iperattività del miometrio.
Oltre alla tachicardia, la nifedipina può provocare iperpotassiemia, ipotensione, pesantezza della testa, vampate di calore, cefalea, edemi malleolari, vertigini, astenia e iperplasia fibrosa delle gengive.
È controindicata in gravidanza.
Su quest'ultimo parametro, invero, può anche influire negativamente attraverso un effetto tachicardizzante.
Per questi motivi, è particolarmente indicata nel trattamento dell'ipertensione arteriosa e delle vasculopatie periferiche mentre è opportuno associarla a un betabloccante nel trattamento della cardiopatia ischemica; è invece controindicata in caso di aritmie (sia tachiaritmie, che blocchi atrioventricolari di II o III grado) o di insufficienza cardiaca.
Per i suoi effetti, può essere utilizzata anche nella terapia del fenomeno di Raynaud, dei disturbi motori dell'esofago e dell'iperattività del miometrio.
Oltre alla tachicardia, la nifedipina può provocare iperpotassiemia, ipotensione, pesantezza della testa, vampate di calore, cefalea, edemi malleolari, vertigini, astenia e iperplasia fibrosa delle gengive.
È controindicata in gravidanza.
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