Emocromatosi
Definizione medica del termine Emocromatosi
Ultimi cercati: Confusionale, stato - Resezione - Revisione uterina - Vestìbolo dell’orecchio - Eparina
Definizione di Emocromatosi
Emocromatosi
Malattia caratterizzata da sovraccarico di ferro che si deposita nei tessuti corporei, in forma localizzata o generalizzata.
Quando i depositi di ferro sono superiori alla norma e riguardano prevalentemente le cellule del sistema reticoloendoteliale senza danni ai tessuti, si parla di emosiderosi; quando invece sono associati al danno tessutale, allora si parla di emocromatosi.
Tra le forme generalizzate esistono una emocromatosi primitiva, o idiopatica, e una emocromatosi secondaria.
Nella emocromatosi primitiva, su base genetica (difetto autosomico recessivo, localizzato sul braccio corto del cromosoma 6 dove si trova il gene HFE, che regola l'assorbimento di ferro dal tratto digerente), vi è un eccessivo assorbimento intestinale di ferro.
Si calcola che nelle popolazioni caucasiche, che sono quelle più a rischio di emocromatosi, la frequenza degli individui portatori di due copie dei geni patologici (e pertanto ad alto rishcio di malattia) sia del 5/1000.
Il ferro si deposita nei principali organi come il fegato, il pancreas, il cuore e l’ipofisi, danneggiandoli: le manifestazioni della malattia sono la cirrosi epatica; il diabete mellito (da pancreatopatia); la pigmentazione scura della pelle (da cui il vecchio nome di diabete bronzino, con cui si identificava la triade composta da cirrosi epatica, diabete mellito e pigmentazione cutanea); una cardiomiopatia che si manifesta con scompenso congestizio, aritmie, disturbi della conduzione; insufficienza ipofisaria con atrofia testicolare; talora si hanno artriti e dolore addominale.
La diagnosi si avvale di esami di laboratorio su sideremia, ferritina, saturazione della transferrina, escrezione urinaria di ferro dopo somministrazione di un chelante del metallo (desferriossamina); fondamentale è la biopsia epatica; possono completare il quadro accurate valutazioni morfologiche dei principali organi coinvolti, come per esempio ecografia e tomografia assiale computerizzata o risonanza magnetica dell'addome, ecocardiogramma ecc.
Devono essere sottoposti a esami anche gli altri membri della famiglia per verificare in essi un eventuale sovraccarico di ferro.
La terapia è costituita da salassi, che rimuovono i globuli rossi (ricchi di ferro) dall’organismo, ripetuti con una frequenza utile a ripristinare e mantenere nel tempo livelli ematici normali di ferritina e di saturazione della transferrina; in alternativa si usa la desferriossamina, agente chelante (= che lega ed elimina attraverso le urine) il ferro, per via parenterale: per bocca o sottocute.
Altrettanto importante è il controllo dell'insufficienza epatica e/o cardiaca e del diabete mellito eventualmente associati, così come della funzione di tutti i possibili organi bersaglio.
Tra le complicazioni più temibili è l’insorgenza di un epatocarcinoma.
L’emocromatosi secondaria, o acquisita, è causata da accumulo di ferro conseguente ad altre patologie; le più comuni sono le talassemie e le anemie sideroblastiche (caratterizzate da un aumento della eritropoiesi inefficace); seguono le cirrosi alcoliche (il vino è ricco di ferro), le terapie prolungate a base di ferro e anche l'assunzione eccessiva di acido ascorbico, cioè di vitamina C (che aumenta l'assorbimento del ferro).
Il quadro clinico è uguale alle forme primitive.
Tra le forme localizzate, l’emocromatosi si ha principalmente nei polmoni e nei reni: l’emocromatosi polmonare è dovuta a ripetute emorragie polmonari, come nella sindrome di Goodpasture e nella stenosi mitralica.
L’emocromatosi renale è il risultato di una estesa emolisi dovuta a traumi sui globuli rossi nei vasi sanguigni (per esempio, protesi valvolare aortica) o a emoglobinuria parossistica notturna.
Quando i depositi di ferro sono superiori alla norma e riguardano prevalentemente le cellule del sistema reticoloendoteliale senza danni ai tessuti, si parla di emosiderosi; quando invece sono associati al danno tessutale, allora si parla di emocromatosi.
Tra le forme generalizzate esistono una emocromatosi primitiva, o idiopatica, e una emocromatosi secondaria.
Nella emocromatosi primitiva, su base genetica (difetto autosomico recessivo, localizzato sul braccio corto del cromosoma 6 dove si trova il gene HFE, che regola l'assorbimento di ferro dal tratto digerente), vi è un eccessivo assorbimento intestinale di ferro.
Si calcola che nelle popolazioni caucasiche, che sono quelle più a rischio di emocromatosi, la frequenza degli individui portatori di due copie dei geni patologici (e pertanto ad alto rishcio di malattia) sia del 5/1000.
Il ferro si deposita nei principali organi come il fegato, il pancreas, il cuore e l’ipofisi, danneggiandoli: le manifestazioni della malattia sono la cirrosi epatica; il diabete mellito (da pancreatopatia); la pigmentazione scura della pelle (da cui il vecchio nome di diabete bronzino, con cui si identificava la triade composta da cirrosi epatica, diabete mellito e pigmentazione cutanea); una cardiomiopatia che si manifesta con scompenso congestizio, aritmie, disturbi della conduzione; insufficienza ipofisaria con atrofia testicolare; talora si hanno artriti e dolore addominale.
La diagnosi si avvale di esami di laboratorio su sideremia, ferritina, saturazione della transferrina, escrezione urinaria di ferro dopo somministrazione di un chelante del metallo (desferriossamina); fondamentale è la biopsia epatica; possono completare il quadro accurate valutazioni morfologiche dei principali organi coinvolti, come per esempio ecografia e tomografia assiale computerizzata o risonanza magnetica dell'addome, ecocardiogramma ecc.
Devono essere sottoposti a esami anche gli altri membri della famiglia per verificare in essi un eventuale sovraccarico di ferro.
La terapia è costituita da salassi, che rimuovono i globuli rossi (ricchi di ferro) dall’organismo, ripetuti con una frequenza utile a ripristinare e mantenere nel tempo livelli ematici normali di ferritina e di saturazione della transferrina; in alternativa si usa la desferriossamina, agente chelante (= che lega ed elimina attraverso le urine) il ferro, per via parenterale: per bocca o sottocute.
Altrettanto importante è il controllo dell'insufficienza epatica e/o cardiaca e del diabete mellito eventualmente associati, così come della funzione di tutti i possibili organi bersaglio.
Tra le complicazioni più temibili è l’insorgenza di un epatocarcinoma.
L’emocromatosi secondaria, o acquisita, è causata da accumulo di ferro conseguente ad altre patologie; le più comuni sono le talassemie e le anemie sideroblastiche (caratterizzate da un aumento della eritropoiesi inefficace); seguono le cirrosi alcoliche (il vino è ricco di ferro), le terapie prolungate a base di ferro e anche l'assunzione eccessiva di acido ascorbico, cioè di vitamina C (che aumenta l'assorbimento del ferro).
Il quadro clinico è uguale alle forme primitive.
Tra le forme localizzate, l’emocromatosi si ha principalmente nei polmoni e nei reni: l’emocromatosi polmonare è dovuta a ripetute emorragie polmonari, come nella sindrome di Goodpasture e nella stenosi mitralica.
L’emocromatosi renale è il risultato di una estesa emolisi dovuta a traumi sui globuli rossi nei vasi sanguigni (per esempio, protesi valvolare aortica) o a emoglobinuria parossistica notturna.
Altri termini medici
Adenosinmonofosfato Cìclico, 3,5-
(3,5-AMPc), composto derivante dall’adenosintrifosfato per l’attività di un enzima, l’adenilciclasi; agisce come intermediario e attivatore in molti processi metabolici...
Definizione completa
Albinismo
Anomalia congenita ed ereditaria caratterizzata da mancanza di pigmento nella pelle, nei capelli, nei peli e negli occhi. È causata...
Definizione completa
Postite
Infiammazione del prepuzio dovuta a cause infettive o traumatiche. Si manifesta con eritema, tumefazione, dolore ed eventuale interessamento delle linfoghiandole...
Definizione completa
Allattamento
Indice:Allattamento materno e allattamento artificiale:primo tipo di alimentazione del bambino, a base di latte. L’alimentazione deve essere il più possibile...
Definizione completa
Matrice Del Follìcolo Pilìfero
(o matrice germinale del pelo), parte della radice del pelo, costituita da un raggruppamento di cellule che provvede alla formazione...
Definizione completa
Bumetanide
Farmaco diuretico che aumenta l’escrezione di sodio, potassio, cloro. Ha come effetti collaterali disturbi addominali, anoressia, iperuricemia con attacchi gottosi...
Definizione completa
Duodenoenterostomìa
Comunicazione fra duodeno e intestino tenue, realizzata per mezzo di intervento chirurgico....
Definizione completa
Incubazione
Periodo di tempo che intercorre tra il momento in cui un agente patogeno penetra nell’organismo e la manifestazione dei primi...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6608
giorni online
640976
