Psicoterapia Sistemica
Definizione medica del termine Psicoterapia Sistemica
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Definizione di Psicoterapia Sistemica
Psicoterapia Sistemica
Tecnica psicoterapeutica che si basa sulla teoria generale dei sistemi ed è usata nella terapia della famiglia.
Tale teoria poggia sull’assunto che la natura è un continuum organizzato in modo gerarchico: ogni individuo va valutato all’interno di un sistema di relazioni (per esempio, la famiglia) che è un tutt'uno con caratteristiche dinamiche e organizzazioni proprie.
Questi sistemi sono “sistemi aperti”, capaci di mantenere tendenzialmente un proprio equilibrio complessivo, conciliando o contrastando eventuali spinte a equilibri diversi da parte dei singoli componenti o da parte dell’ambiente esterno.
Alcuni elementi della famiglia sono sottolineati per l’importanza che rivestono per la salute dell’individuo e della famiglia nel suo complesso: la “tendenza all’omeostasi”, cioè la tendenza a mantenere l’equilibrio o a ripristinarlo, scaricando le tensioni, in casi patologici, su uno dei membri, “il paziente designato”; il doppio legame, cioè la presenza nella famiglia di due tipi di comunicazione, una verbale e una non verbale, in conflitto fra loro; alcune modalità transazionali familiari, quali la pseudomutualità o la pseudoostilità.
Tale teoria poggia sull’assunto che la natura è un continuum organizzato in modo gerarchico: ogni individuo va valutato all’interno di un sistema di relazioni (per esempio, la famiglia) che è un tutt'uno con caratteristiche dinamiche e organizzazioni proprie.
Questi sistemi sono “sistemi aperti”, capaci di mantenere tendenzialmente un proprio equilibrio complessivo, conciliando o contrastando eventuali spinte a equilibri diversi da parte dei singoli componenti o da parte dell’ambiente esterno.
Alcuni elementi della famiglia sono sottolineati per l’importanza che rivestono per la salute dell’individuo e della famiglia nel suo complesso: la “tendenza all’omeostasi”, cioè la tendenza a mantenere l’equilibrio o a ripristinarlo, scaricando le tensioni, in casi patologici, su uno dei membri, “il paziente designato”; il doppio legame, cioè la presenza nella famiglia di due tipi di comunicazione, una verbale e una non verbale, in conflitto fra loro; alcune modalità transazionali familiari, quali la pseudomutualità o la pseudoostilità.
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