Ecchìmosi
Definizione medica del termine Ecchìmosi
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Definizione di Ecchìmosi
Ecchìmosi
Versamento di sangue negli interstizi dei tessuti, in seguito a rottura, per trauma o alterazioni patologiche, dei vasi in essi contenuti.
A causa della deposizione di pigmenti derivati dall’emoglobina, la cute assume aspetto prima rosso-viola, poi verdastro, quindi giallo-bruno.
Può interessare qualsiasi tessuto, visceri, muscoli, cute, mucose, ossa.
Il meccanismo con il quale si produce può essere ricondotto a quattro modalità: da trazione, da schiacciamento, da suzione e da sforzo.
L’ampiezza dell’ecchìmosi dipende dal tipo di vaso leso e quindi dalla quantità di sangue stravasato.
Importanza hanno anche l’età (i tessuti giovani sono molto più irrorati); stati patologici preesistenti (nell’emofilia si hanno stravasi imponenti); la zona anatomica interessata (dove i tessuti sono più lassi, è più facile la formazione di stravasi).
L’ecchìmosi ha rilievo in medicina legale, quale indice di reazione vitale, e per la determinazione di alcune modalità di morte.
A causa della deposizione di pigmenti derivati dall’emoglobina, la cute assume aspetto prima rosso-viola, poi verdastro, quindi giallo-bruno.
Può interessare qualsiasi tessuto, visceri, muscoli, cute, mucose, ossa.
Il meccanismo con il quale si produce può essere ricondotto a quattro modalità: da trazione, da schiacciamento, da suzione e da sforzo.
L’ampiezza dell’ecchìmosi dipende dal tipo di vaso leso e quindi dalla quantità di sangue stravasato.
Importanza hanno anche l’età (i tessuti giovani sono molto più irrorati); stati patologici preesistenti (nell’emofilia si hanno stravasi imponenti); la zona anatomica interessata (dove i tessuti sono più lassi, è più facile la formazione di stravasi).
L’ecchìmosi ha rilievo in medicina legale, quale indice di reazione vitale, e per la determinazione di alcune modalità di morte.
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