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Emianestesìa

Definizione medica del termine Emianestesìa

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Definizione di Emianestesìa

Emianestesìa

Perdita della sensibilità di una metà laterale del corpo, con possibile interessamento della faccia e del tronco.
Può essere globale, quando interessa le sensibilità superficiali (tattile-termica-dolorifica), profonde (senso di movimento, di posizione, sensibilità vibratoria, alla pressione) e discriminative (tattile, delle qualità fisiche di un oggetto); o può essere parziale o dissociata, quando interessa solo due tipi di sensibilità.
In particolare si hanno: dissociazione di tipo siringomielico (tipica della siringomielia), cioè anestesia termica e dolorifica con conservazione delle sensibilità profonde, per lesioni del fascio spino-talamico laterale; dissociazione di tipo tabetico (tipica della tabe dorsale), o alterazione delle sensibilità profonde e tattile-discriminativa, con conservazione di quelle superficiali, per lesioni dei cordoni posteriori.
L’emianestesìa può essere: di origine cerebrale, se causata da lesioni della circonvoluzione parietale postrolandica (area sensitiva); delle vie sensitive a livello della capsula interna o del tronco encefalico; spinale se è dovuta a lesioni del midollo spinale.
Nella sindrome di Wallenberg, causata da una lesione vascolare a livello della porzione laterale del bulbo, si ha un’emianestesìa crociata, caratterizzata cioè da perdita della sensibilità tattile-termica-dolorifica di un lato della faccia (da lesione della radice sensitiva del nervo trigemino), e contemporaneamente del lato opposto del corpo (da lesione del fascio spino-talamico).
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