Siero
Definizione medica del termine Siero
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Definizione di Siero
Siero
La parte limpida di un qualsiasi liquido biologico, separata dai suoi elementi corpuscolati.
In particolare, il siero del sangue è un liquido di colore giallastro, limpido, che differisce dal plasma per la mancanza di fibrinogeno: si forma nella coagulazione del sangue, in seguito alla scissione del fibrinogeno, alla formazione della fibrina e alla conseguente separazione degli elementi corpuscolati del sangue.
Contiene il 10% di composti organici (soprattutto proteine, albumine e globuline), ma la composizione varia secondo l’età, il sesso, lo stato di salute.
Nel siero, fra i costituenti proteici sono contenute le immunoglobuline.
È usato nella diagnostica, per l’individuazione delle malattie infettive.
In terapia o in profilassi si usa un siero cosiddetto immune, che viene ricavato dal sangue di un animale o di un uomo immunizzato contro un certo tipo di antigene (batteri o loro componenti, virus, tossine animali o vegetali ecc.): viene sfruttata la presenza in esso di anticorpi specifici contro la malattia determinata da quell’antigene.
Esempi sono i sieri contro il botulismo, il tetano, la difterite, la gangrena gassosa, il veleno di serpenti.
Il siero può avere azione specifica contro uno (siero immune monospecifico) o più antigeni (siero immune polispecifico).
In particolare, il siero del sangue è un liquido di colore giallastro, limpido, che differisce dal plasma per la mancanza di fibrinogeno: si forma nella coagulazione del sangue, in seguito alla scissione del fibrinogeno, alla formazione della fibrina e alla conseguente separazione degli elementi corpuscolati del sangue.
Contiene il 10% di composti organici (soprattutto proteine, albumine e globuline), ma la composizione varia secondo l’età, il sesso, lo stato di salute.
Nel siero, fra i costituenti proteici sono contenute le immunoglobuline.
È usato nella diagnostica, per l’individuazione delle malattie infettive.
In terapia o in profilassi si usa un siero cosiddetto immune, che viene ricavato dal sangue di un animale o di un uomo immunizzato contro un certo tipo di antigene (batteri o loro componenti, virus, tossine animali o vegetali ecc.): viene sfruttata la presenza in esso di anticorpi specifici contro la malattia determinata da quell’antigene.
Esempi sono i sieri contro il botulismo, il tetano, la difterite, la gangrena gassosa, il veleno di serpenti.
Il siero può avere azione specifica contro uno (siero immune monospecifico) o più antigeni (siero immune polispecifico).
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