Aminofillina
Definizione medica del termine Aminofillina
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Definizione di Aminofillina
Aminofillina
Farmaco broncodilatatore usato nella terapia dell’asma bronchiale e nelle broncopneumopatie con ostruzione delle vie respiratorie.
Risulta dalla sintesi tra teofillina ed etilendiammina.
È un composto solubile, in commercio sotto forma iniettabile (per via endovenosa, dato che per via intramuscolare ha una biodisponibilità irregolare e può dare luogo a precipitati endomuscolari molto dolorosi), come sciroppo e compresse.
Libera circa l'80% di teofillina, che è la sostanza farmacologicamente attiva.
Effetti collaterali: nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa, agitazione psichica.
Se assunto dopo i pasti è tollerato meglio.
La dose deve essere individualizzata ed è necessario monitorarne la concentrazione ematica.
L'intervallo terapeutico è tra i 5 e i15 mcg/ml nel siero.
Oltre i 20 mcg/ml possono comparire i segni della tossicità da sovradosaggio (minori come dolori addominali, diarrea, vomito, agitazione psichica, maggiori come convulsioni, aritmie cardiaco).
Si deve porre molta precauzione nella somministrazione dell'aminofillina in età pediatrica e oltre i 60 anni, a causa del ridotto metabolismo del farmaco.
Inoltre il metabolismo dell'aminofillina è ridotto dall'assunzione contemporanea di numerosi farmaci come antibiotici (ciprofloxacina, eritromicina, claritromicina, troleandomicina), antidepressivi (fluvoxamina), antisecretici (cimetidina), antiaggreganti (ticlopidina), interferon.
Risulta dalla sintesi tra teofillina ed etilendiammina.
È un composto solubile, in commercio sotto forma iniettabile (per via endovenosa, dato che per via intramuscolare ha una biodisponibilità irregolare e può dare luogo a precipitati endomuscolari molto dolorosi), come sciroppo e compresse.
Libera circa l'80% di teofillina, che è la sostanza farmacologicamente attiva.
Effetti collaterali: nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa, agitazione psichica.
Se assunto dopo i pasti è tollerato meglio.
La dose deve essere individualizzata ed è necessario monitorarne la concentrazione ematica.
L'intervallo terapeutico è tra i 5 e i15 mcg/ml nel siero.
Oltre i 20 mcg/ml possono comparire i segni della tossicità da sovradosaggio (minori come dolori addominali, diarrea, vomito, agitazione psichica, maggiori come convulsioni, aritmie cardiaco).
Si deve porre molta precauzione nella somministrazione dell'aminofillina in età pediatrica e oltre i 60 anni, a causa del ridotto metabolismo del farmaco.
Inoltre il metabolismo dell'aminofillina è ridotto dall'assunzione contemporanea di numerosi farmaci come antibiotici (ciprofloxacina, eritromicina, claritromicina, troleandomicina), antidepressivi (fluvoxamina), antisecretici (cimetidina), antiaggreganti (ticlopidina), interferon.
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