Emorragia Subaracnoidea
Definizione medica del termine Emorragia Subaracnoidea
Ultimi cercati: Broncoscopìa - Diete dimagranti - Rima glottidea - òsseo, tessuto - Raschiamento
Definizione di Emorragia Subaracnoidea
Emorragia Subaracnoidea
Versamento emorragico tra i due foglietti (pia madre e aracnoide) della leptomeninge.
Le cause sono varie: processi sistemici di tipo vascolare (ipertensione maligna, arteriosclerosi), tossico, dismetabolico, infettivo; traumi cranici, spesso con perdita di coscienza prolungata; anomalie dei vasi cerebrali, come angiomi, aneurismi congeniti o acquisiti (vedi aneurismi congeniti), malformazioni artero-venose; tumori endocranici molto vascolarizzati.
Le cause più frequenti sono le rotture di aneurismi.
In un terzo dei casi, l'evento scatenante può essere ricondotto a uno sforzo fisico, alla tosse, a un rapporto sessuale, alla defecazione od anche alla esposizione prolungata al sole.
In altri casi il sanguinamento è del tutto spontaneo, senza prodromi significativi.
L’emorragia subaracnoidea può essere pura, oppure accompagnarsi a lesioni cerebrali: in questo caso si parla di forma meningo-cerebrale, se la lesione cerebrale è secondaria, e di forma cerebro-meningea, se è primitiva l’emorragia cerebrale.
La sintomatologia è in ogni caso acuta e drammatica: cefalea molto intensa, dolore alla nuca e tra le scapole (“colpo di pugnale rachideo”), vertigine, vomito, fotofobia, segni di sofferenza meningea (in particolare rigidità nucale) e molto rapidamente obnubilamento che raramente arriva al coma.
Il malato geme, si agita e porta le mani alla testa.
Possono comparire in seguito febbre, da riassorbimento dell’emorragia, torpore o agitazione, talora paralisi del III o VI nervo cranico, emiparesi con o senza afasia e alterazioni del fondo oculare (all'esame del fondo dell'occhio si possono dimostrare congestione della papilla, eventuali emorragie pericapillari e talora edema papillare).
La puntura lombare oggigiorno non è più praticata sistematicamente, in quanto la diagnosi viene rapidamente confermata, nella maggioranza dei casi, dalla tomodensitometria (TAC), che mostra lo spandimento ematico come una iperdensità degli spazi leptomeningei.
Tuttavia, la puntura lombare rimane indispensabile per la diagnosi di quel 20% di casi in cui la TAC è normale, in quanto dimostra la presenza di sangue nel liquor.
L'angiografia cerebrale è indispensabile per riconoscere la causa dell'emorragia e per impostarne la cura.
Va tuttavia ricordato che l'aneurisma, subito dopo la rottura, può - in una minoranza di casi - non essere visibile, per trombosi del sacco aneurismatico o per spasmo arterioso.
La morte è frequente, soprattutto quella immediata (fino al 36% nelle prime 76 ore).
Il rischio di recidiva dell'emorragia (più grave, addirittura, del primo sanguinamento), qualora venga superata la fase iniziale, è elevato ma tende a decrescere lentamente nel corso delle settimane.
A un anno di distanza è tuttavia ancora stimabile intorno all'11%.
La prognosi è migliore se lo spandimento emorragico è modesto, senza grave compromissione del tessuto nervoso.
L'unico trattamento possibile è neurochirurgico, ma presenta notevoli difficoltà.
Le cause sono varie: processi sistemici di tipo vascolare (ipertensione maligna, arteriosclerosi), tossico, dismetabolico, infettivo; traumi cranici, spesso con perdita di coscienza prolungata; anomalie dei vasi cerebrali, come angiomi, aneurismi congeniti o acquisiti (vedi aneurismi congeniti), malformazioni artero-venose; tumori endocranici molto vascolarizzati.
Le cause più frequenti sono le rotture di aneurismi.
In un terzo dei casi, l'evento scatenante può essere ricondotto a uno sforzo fisico, alla tosse, a un rapporto sessuale, alla defecazione od anche alla esposizione prolungata al sole.
In altri casi il sanguinamento è del tutto spontaneo, senza prodromi significativi.
L’emorragia subaracnoidea può essere pura, oppure accompagnarsi a lesioni cerebrali: in questo caso si parla di forma meningo-cerebrale, se la lesione cerebrale è secondaria, e di forma cerebro-meningea, se è primitiva l’emorragia cerebrale.
La sintomatologia è in ogni caso acuta e drammatica: cefalea molto intensa, dolore alla nuca e tra le scapole (“colpo di pugnale rachideo”), vertigine, vomito, fotofobia, segni di sofferenza meningea (in particolare rigidità nucale) e molto rapidamente obnubilamento che raramente arriva al coma.
Il malato geme, si agita e porta le mani alla testa.
Possono comparire in seguito febbre, da riassorbimento dell’emorragia, torpore o agitazione, talora paralisi del III o VI nervo cranico, emiparesi con o senza afasia e alterazioni del fondo oculare (all'esame del fondo dell'occhio si possono dimostrare congestione della papilla, eventuali emorragie pericapillari e talora edema papillare).
La puntura lombare oggigiorno non è più praticata sistematicamente, in quanto la diagnosi viene rapidamente confermata, nella maggioranza dei casi, dalla tomodensitometria (TAC), che mostra lo spandimento ematico come una iperdensità degli spazi leptomeningei.
Tuttavia, la puntura lombare rimane indispensabile per la diagnosi di quel 20% di casi in cui la TAC è normale, in quanto dimostra la presenza di sangue nel liquor.
L'angiografia cerebrale è indispensabile per riconoscere la causa dell'emorragia e per impostarne la cura.
Va tuttavia ricordato che l'aneurisma, subito dopo la rottura, può - in una minoranza di casi - non essere visibile, per trombosi del sacco aneurismatico o per spasmo arterioso.
La morte è frequente, soprattutto quella immediata (fino al 36% nelle prime 76 ore).
Il rischio di recidiva dell'emorragia (più grave, addirittura, del primo sanguinamento), qualora venga superata la fase iniziale, è elevato ma tende a decrescere lentamente nel corso delle settimane.
A un anno di distanza è tuttavia ancora stimabile intorno all'11%.
La prognosi è migliore se lo spandimento emorragico è modesto, senza grave compromissione del tessuto nervoso.
L'unico trattamento possibile è neurochirurgico, ma presenta notevoli difficoltà.
Altri termini medici
Ipotrofìa
Processo di regressione di un organo o di un tessuto, dovuto alla diminuzione di volume dei suoi elementi costitutivi....
Definizione completa
Depressione Post Partum
Disturbo dell'umore che colpisce frequentemente la donna nel periodo puerperale e si manifesta con accentuata affaticabilità, senso di vuoto, tendenza...
Definizione completa
Linfoadenìa
Ipertrofia dei linfonodi. Ha lo stesso significato clinico di linfoadenopatia....
Definizione completa
Bile
Soluzione acquosa prodotta dalle cellule epatiche e dalle cellule dei canalicoli (duttuli) biliari, poi concentrata dalla colecisti. Il volume di...
Definizione completa
Argilla
Minerale a grana molto fine, costituito prevalentemente da silicato idrato di alluminio; oltre a silicio e alluminio contiene anche calcio...
Definizione completa
Brùgia Malayi
Verme nematode, lungo da 40 mm a 10 cm; è uno dei vermi che provocano la filariosi linfatica....
Definizione completa
Angioscotomi Iuxtapapillari
Alterazioni presenti nel glaucoma; consistono in deficit del campo visivo riferibili alla papilla ottica. Associandosi a scotomi centrali, confluiscono poi...
Definizione completa
Siringomielìa
Alterazione patologica del midollo spinale, nella cui sostanza si formano cavità ripiene di liquido. Sorge su base malformativa e comporta...
Definizione completa
Assenza
Episodio brevissimo di perdita di attività mentale, definito, nell’ambito della moderna classificazione delle crisi epilettiche, come crisi di “piccolo male...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6613
giorni online
641461
