Eritromicina
Definizione medica del termine Eritromicina
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Definizione di Eritromicina
Eritromicina
Farmaco antibiotico (prodotto da un ceppo di Streptomyces erythreus) appartenente alla famiglia dei macrolidi.
Il suo effetto è quello di inibire la sintesi proteica batterica (antibiotico batteriostatico).
Ben assorbito per via orale, diffonde bene nei tessuti ma non passa attraverso la membrana emato-encefalica.
Viene metabolizzato ed escreto a livello epatico.
Gli effetti collaterali sono rari, prevalentemente disturbi gastrointestinali (per questo se ne consiglia l'assunzione preferibilmente a stomaco pieno).
È attivo soprattutto sui microrganismi gram-positivi (in particolare su vari ceppi di stafilococchi resistenti alle penicilline) e su alcuni gram-negativi (tra i quali l'Helicobacter pylori).
Potenzia l'effetto dei dicumarolici e della teofillina, i cui dosaggi andranno pertanto rivalutati in caso di somministrazione contemporanea.
Consentito il suo uso in gravidanza (sempre sotto controllo medico!).
Il suo effetto è quello di inibire la sintesi proteica batterica (antibiotico batteriostatico).
Ben assorbito per via orale, diffonde bene nei tessuti ma non passa attraverso la membrana emato-encefalica.
Viene metabolizzato ed escreto a livello epatico.
Gli effetti collaterali sono rari, prevalentemente disturbi gastrointestinali (per questo se ne consiglia l'assunzione preferibilmente a stomaco pieno).
È attivo soprattutto sui microrganismi gram-positivi (in particolare su vari ceppi di stafilococchi resistenti alle penicilline) e su alcuni gram-negativi (tra i quali l'Helicobacter pylori).
Potenzia l'effetto dei dicumarolici e della teofillina, i cui dosaggi andranno pertanto rivalutati in caso di somministrazione contemporanea.
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