Idrocèfalo
Definizione medica del termine Idrocèfalo
Ultimi cercati: Gonioscopìa - Singhiozzo - Onicofagìa - Idròlisi - Albumina
Definizione di Idrocèfalo
Idrocèfalo
Indice:Manifestazioni cliniche e terapiaaumento patologico del volume del liquido cefalorachidiano (liquor), contenuto nei ventricoli cerebrali e negli spazi subaracnoidei.
Normalmente il liquor è prodotto dai plessi coroidei dei due ventricoli laterali, passa quindi, attraverso il forame di Monro, nel terzo ventricolo e da qui, per l’acquedotto di Silvio, nel quarto, dal quale fuoriesce nello spazio subaracnoideo, passando attraverso i forami di Luschka e di Magendie.
Dallo spazio subaracnoideo è riassorbito grazie ai villi aracnoidali, che lo immettono nei seni venosi cerebrali.
Un’ostruzione a livello del sistema ventricolare, un’eccessiva produzione di liquor o uno scarso riassorbimento causano idrocefalo.
Nel primo caso il liquor ristagna a monte dell’ostacolo con conseguente dilatazione dei ventricoli interessati e l’idrocèfalo viene definito ostruttivo o non comunicante.
Negli altri casi il liquor può passare nello spazio subaracnoideo e l’idrocèfalo viene definito comunicante.Manifestazioni cliniche e terapiaLe manifestazioni cliniche dipendono soprattutto dall’età del soggetto.
Nella prima infanzia, finché le suture craniche non sono saldate, l’idrocèfalo si manifesta con: aumento della circonferenza cranica; diastasi (allontanamento) delle suture; fontanelle beanti; bozze orbitali prominenti; occhi a sole calante, perché il globo oculare è spinto verso il basso (dell’occhio sono quindi visibili solo la sclera e metà dell’iride).
Se non si interviene chirurgicamente al più presto, il soggetto va incontro a grave ritardo psicomotorio, spasticità e crisi epilettiche.
La terapia è chirurgica e consiste nel deviare il liquor in eccesso con un catetere a valvola, che scarica nella cavità peritoneale o nell’atrio cardiaco destro.
Nell’adulto (sempre quando le suture sono saldate) l’accumulo di liquor provoca dilatazione ventricolare e ipertensione endocranica, con cefalea gravativa (accompagnata da senso di peso), vomito a digiuno, non preceduto né seguito da nausea.
L’esame del fondo dell’occhio evidenzia papilla da stasi, segno dell’ipertensione endocranica.
L’esame elettivo è la TAC cerebrale, che, in caso di idrocèfalo ostruttivo, evidenzia aumento del volume ventricolare a monte della lesione, associato ad assottigliamento del parenchima cerebrale.
La terapia, anche in età adulta, è chirurgica ed è volta possibilmente all’eliminazione della causa.
Nel soggetto adulto si può presentare anche un idrocèfalo normoteso, in cui la pressione liquorale è normale, associato a progressivo deterioramento delle facoltà mentali, incontinenza sfinterica, disturbi della deambulazione.
Il quadro assomiglia a una demenza, ma, al contrario di questa, migliora nettamente con l’intervento chirurgico.
Infine vi è un idrocèfalo detto ex vacuo, frequentemente associato alla malattia di Pick e di Alzheimer-Perusini, dove, contrariamente ai casi precedenti, è la degenerazione del parenchima cerebrale, con conseguente assottigliamento, a causare una dilatazione compensatoria dei ventricoli e l’aumento del liquor in essi contenuto.
Normalmente il liquor è prodotto dai plessi coroidei dei due ventricoli laterali, passa quindi, attraverso il forame di Monro, nel terzo ventricolo e da qui, per l’acquedotto di Silvio, nel quarto, dal quale fuoriesce nello spazio subaracnoideo, passando attraverso i forami di Luschka e di Magendie.
Dallo spazio subaracnoideo è riassorbito grazie ai villi aracnoidali, che lo immettono nei seni venosi cerebrali.
Un’ostruzione a livello del sistema ventricolare, un’eccessiva produzione di liquor o uno scarso riassorbimento causano idrocefalo.
Nel primo caso il liquor ristagna a monte dell’ostacolo con conseguente dilatazione dei ventricoli interessati e l’idrocèfalo viene definito ostruttivo o non comunicante.
Negli altri casi il liquor può passare nello spazio subaracnoideo e l’idrocèfalo viene definito comunicante.Manifestazioni cliniche e terapiaLe manifestazioni cliniche dipendono soprattutto dall’età del soggetto.
Nella prima infanzia, finché le suture craniche non sono saldate, l’idrocèfalo si manifesta con: aumento della circonferenza cranica; diastasi (allontanamento) delle suture; fontanelle beanti; bozze orbitali prominenti; occhi a sole calante, perché il globo oculare è spinto verso il basso (dell’occhio sono quindi visibili solo la sclera e metà dell’iride).
Se non si interviene chirurgicamente al più presto, il soggetto va incontro a grave ritardo psicomotorio, spasticità e crisi epilettiche.
La terapia è chirurgica e consiste nel deviare il liquor in eccesso con un catetere a valvola, che scarica nella cavità peritoneale o nell’atrio cardiaco destro.
Nell’adulto (sempre quando le suture sono saldate) l’accumulo di liquor provoca dilatazione ventricolare e ipertensione endocranica, con cefalea gravativa (accompagnata da senso di peso), vomito a digiuno, non preceduto né seguito da nausea.
L’esame del fondo dell’occhio evidenzia papilla da stasi, segno dell’ipertensione endocranica.
L’esame elettivo è la TAC cerebrale, che, in caso di idrocèfalo ostruttivo, evidenzia aumento del volume ventricolare a monte della lesione, associato ad assottigliamento del parenchima cerebrale.
La terapia, anche in età adulta, è chirurgica ed è volta possibilmente all’eliminazione della causa.
Nel soggetto adulto si può presentare anche un idrocèfalo normoteso, in cui la pressione liquorale è normale, associato a progressivo deterioramento delle facoltà mentali, incontinenza sfinterica, disturbi della deambulazione.
Il quadro assomiglia a una demenza, ma, al contrario di questa, migliora nettamente con l’intervento chirurgico.
Infine vi è un idrocèfalo detto ex vacuo, frequentemente associato alla malattia di Pick e di Alzheimer-Perusini, dove, contrariamente ai casi precedenti, è la degenerazione del parenchima cerebrale, con conseguente assottigliamento, a causare una dilatazione compensatoria dei ventricoli e l’aumento del liquor in essi contenuto.
Altri termini medici
Auroterapìa
Indice:terapia a base di prodotti contenenti sali d’oro, praticata nell’artrite reumatoide. I sali d’oro si fissano nel sistema reticoloendoteliale, dove...
Definizione completa
Neuroplègici
Farmaci dotati di azione deprimente su determinate funzioni del sistema nervoso (neurolettici)....
Definizione completa
Aorta
L’arteria più importante e più grossa, che si origina dal ventricolo cardiaco sinistro, portandosi verso l’alto per 3-5 cm per...
Definizione completa
Epatite Virale
Indice:L’epatite AL’epatite BPrevenzione e profilassi dell’epatite BL’epatite CLe epatiti D ed ELe complicazioni delle epatiti virali acuteL’epatite virale cronicaprocesso infiammatorio...
Definizione completa
Protidodispersione
Situazione patologica in cui il tubo digerente perde proteine plasmatiche in quantità eccedenti la norma. Anche in condizioni normali, il...
Definizione completa
Chiasma
Figura intrecciata costituita dai quattro cromatidi che durante la meiosi cellulare, dopo essersi accoppiati in una tetrade, scambiano tra di...
Definizione completa
Antiàcidi
Farmaci che riducono l’acidità del succo gastrico attraverso vari meccanismi: neutralizzazione, adsorbimento, azione antisecretoria. I neutralizzanti reagiscono con l’acido cloridrico...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6533
giorni online
633701
