Gammapatìe Monoclonali
Definizione medica del termine Gammapatìe Monoclonali
Ultimi cercati: Cupololitìasi - Carbònio - Desossiribonucleasi - Urina - Adenoma
Definizione di Gammapatìe Monoclonali
Gammapatìe Monoclonali
Condizione caratterizzata dalla presenza nel siero e/o nelle urine di una immunoglobulina monoclonale, detta anche 'componente monoclonale' (CM), prodotta da elementi neoplastici appartenenti al compartimento linfoide e plasmacellulare derivati tutti da un unico precursore e quindi formanti un medesimo clone.
Una CM può essere indice di svariate condizioni, che possono essere raggruppate in 4 categorie generali: 1) pazienti con malattia proliferativa di derivazione dai linfociti B (mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström, linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, malattia delle catene pesanti; 2) pazienti con manifestazioni cliniche dovute agli effetti sistemici di CM patogene (anemie emolitiche da agglutinine fredde, crioglobulinemie, amiloidosi); 3) immunodeficienze primitive e secondarie correlate all'invecchiamento del sistema immunitario; 4) soggetti con gammapatia monoclonale benigna, o gammapatia monoclonale di incerto significato (in inglese, MGUS: monoclonal gammopathies of uncertain significance).
Le forme progressive richiedono, presto o tardi, un trattamento, mentre quelle stazionarie non devono essere trattate.
Attualmente non è disponibile un test affidabile che permetta di distinguere precocemente le forme maligne da quelle benigne: solo con un periodo di follow-up di circa quattro anni è possibile discriminarle.
Al riscontro, spesso occasionale, di un picco monoclonale nella zona gamma del tracciato elettroforetico, vanno fatti seguire esami volti alla precisazione della natura di tale reperto: immunofissazione, tipizzazione e dosaggio della CM nel siero e nelle urine (proteinuria di Bence Jones), valutazione degli eventuali danni d'organo (reni, fegato e ossa) presenti, biopsia osteomidollare da puntato sternale o dalla cresta iliaca.
La diagnosi di una forma maligna, di cui il prototipo è il mieloma multiplo, non impone necessariamente il trattamento: questo va riservato alle forme maligne sintomatiche (per sindrome da iperviscosità, anemia emolitica, crioglobulinemia, neuropatie ecc.), con particolare riguardo all'amiloidosi, per la quale è richiesto un intervento terapeutico il più precoce possibile (con alchilanti).
I pazienti devono essere seguiti indefinitamente per evitare che le manifestazioni della malattia, soprattutto le lesioni scheletriche e quelle renali, progrediscano a uno stadio irreversibile senza essere trattate.
Una CM può essere indice di svariate condizioni, che possono essere raggruppate in 4 categorie generali: 1) pazienti con malattia proliferativa di derivazione dai linfociti B (mieloma multiplo, macroglobulinemia di Waldenström, linfoma non-Hodgkin, leucemia linfatica cronica, malattia delle catene pesanti; 2) pazienti con manifestazioni cliniche dovute agli effetti sistemici di CM patogene (anemie emolitiche da agglutinine fredde, crioglobulinemie, amiloidosi); 3) immunodeficienze primitive e secondarie correlate all'invecchiamento del sistema immunitario; 4) soggetti con gammapatia monoclonale benigna, o gammapatia monoclonale di incerto significato (in inglese, MGUS: monoclonal gammopathies of uncertain significance).
Le forme progressive richiedono, presto o tardi, un trattamento, mentre quelle stazionarie non devono essere trattate.
Attualmente non è disponibile un test affidabile che permetta di distinguere precocemente le forme maligne da quelle benigne: solo con un periodo di follow-up di circa quattro anni è possibile discriminarle.
Al riscontro, spesso occasionale, di un picco monoclonale nella zona gamma del tracciato elettroforetico, vanno fatti seguire esami volti alla precisazione della natura di tale reperto: immunofissazione, tipizzazione e dosaggio della CM nel siero e nelle urine (proteinuria di Bence Jones), valutazione degli eventuali danni d'organo (reni, fegato e ossa) presenti, biopsia osteomidollare da puntato sternale o dalla cresta iliaca.
La diagnosi di una forma maligna, di cui il prototipo è il mieloma multiplo, non impone necessariamente il trattamento: questo va riservato alle forme maligne sintomatiche (per sindrome da iperviscosità, anemia emolitica, crioglobulinemia, neuropatie ecc.), con particolare riguardo all'amiloidosi, per la quale è richiesto un intervento terapeutico il più precoce possibile (con alchilanti).
I pazienti devono essere seguiti indefinitamente per evitare che le manifestazioni della malattia, soprattutto le lesioni scheletriche e quelle renali, progrediscano a uno stadio irreversibile senza essere trattate.
Altri termini medici
Logorrea
Loquacità eccessiva, continua e irrefrenabile. La logorrea si accompagna ad accelerazione del pensiero, caratterizzata dal rapido e abnorme fluire di...
Definizione completa
Fluorografia Digitale
Tecnica diagnostica utilizzata per la valutazione della circolazione retinica, mediante l’esecuzione di una serie di fotogrammi del fondo dell’occhio, dopo...
Definizione completa
Waldeyer, Anello Linfàtico Di
Insieme di tessuto linfoide costituito da più formazioni (tonsille palatine, tonsilla faringea, tonsilla linguale) disposte ad anello nella regione del...
Definizione completa
Omogeneizzato
Alimento carneo o vegetale ottenuto riducendo l’alimento originale in particelle piccolissime, accrescendone la digeribilità tramite l'enorme aumento della superficie d’attacco...
Definizione completa
Rosolìa
(o rubeola), malattia infettiva causata da un RNA virus (della famiglia Togaviridae). Il contagio avviene per via diretta mediante le...
Definizione completa
Diamo i numeri
Orgogliosi dei nostri numeri e dei servizi che offriamo.
7650
termini medici
6562
giorni online
636514
